:: Ptt Jolie #7

Felicità è un piatto di pizzocheri all’artigiano in fiera!

IMG_5272.JPG

:: Ptt Jolie #5

Eheh! Stasera nel far la spesa ho trovato il calendario dell’avvento super-scontato a 1€. È vero ha i cioccolatini ma è delle principesse!

IMG_5261.JPG

:: PttJolie

Sono un tonno! Mi son dimenticata di prendere il calendario dell’avvento e per via dei 23478234123 impegni non ho nemmeno avuto tempo di realizzarne uno.

Son andata in una libreria per cercarne uno, ma in tutta onestà mi rifiuto di spendere 12€ per un calendario di carta e quelli che han dentro i cioccolatini finisce che poi non li mangio e li butto.

Così ho pensato a un gioco: trovare da qui al 24 dicembre piccole gioie quotidiane da condividere. Qualcosa che nel corso della giornata ci ha fatto sorridere, ci ha incuriosito, ci ha tirato su il morale… Una sorta di gioco per farci apprezzare le piccolezze della vita quotidiana. Vi va di partecipare?

Ecco le regole!

Cosa vuol dire PttJolie?
Ptt sono alcune delle lettere della parola “petite” che in francese significa “piccolo/a”. Invece jolie, sempre dal francese, è carino.
Come dicevo prima, lo scopo è trovare qualcosa, anche di piccolo, che ha dato una svolta di gioia alla giornata

Esattamente che cos’è?
Un gioco, una sorta di calendario dell’avvento delle belle cose. Ne basta una al giorno che si traduce in una foto da condividere. Qui nei commenti o su Facebook. L’hashtag, se volete, è #pttjolie
Non si tratta di un concorso: non c’è in palio nulla, solo le vostre piccole gioie quotidiane!

Chi può partecipare?
Tutti! Chiunque abbia un telefono con fotocamera (non serve che sia di ultima generazione), una fotocamera, un qualsiasi oggetto che permetta di scattare una foto per costruire la propria storia d’immagini del suo dicembre 2014.

Cosa aspettate? Pronti con i click!

:: December notes

Dicembre

Cosa succederà in questo ultimo mese del 2014? Andiamo con ordine…

– Lavoro, lavoro e lavoro
– La prima gara di agility del Cippo
– Cena del 24 e pranzo del 25 a casa mia (qualcuno mi assista per favoreeeee!!!!!)
– Vacanze (sì, ne ho assolutamente bisogno)

:: About me

Ma chi cavolo è il cavolo?

Tatiana, 32 anni e un blog. Il mio blog. Una sorta di diario dove foto, ricordi, emozioni, ricette e viaggi si incontrano per formare un mix perfetto. Un posto dove esprimere se stessi. O quasi. Perché in fondo si ha sempre un po’ paura del giudizio della gente. Soprattutto di quella che non si conosce.

Sono cresciuta e vivo in città, ma adoro il mare cosa che non va esattamente d’accordo con il mio amatissimo jack di nome Krul (ne sentirete spesso parlare) che adora le lunghe camminate e la montagna, per questo non ne vuole sapere nemmeno di pucciare una zampa in una pozzanghera. Insomma il mio sogno di giocare per ore in acqua col cane, proprio come fanno i bambini, è svanito nel nulla.

Non mi definisco una blogger, foodblogger, modablogger, tuttiinomichevoletecolblogger… Sono laureata in Comunicazione e ho un lavoro che tutti i giorni mi porta a essere a contatto con le persone, a conoscerle, capirle e qualche volta… Anche sopportarle. Ma amo la cucina e ammetto che provo un po’ di invidia per chi ha fatto del proprio blog il suo lavoro.

Oltre a Krul c’è anche Ringo, o meglio conosciuto come Ringhietto, il mio stupendo e pelosissimo porcellino d’India. Vi starete chiedendo perché Ringhietto? Lui è un po’ come me: spigoloso e diffidente. A volte anche scontroso. Ci tengo a precisare che Ringo si chiama così non per via dei biscotti (anche perché non è dolce allo stesso modo) ma in onore di Ringo Starr, il batterista dei Beatles, gruppo che adoooro (infatti son stata a Liverpool al museo 2 volte). Sì colui che è sempre stato criticato dalla stampa e dai media. Mai apprezzato: considerato mediocre. Niente di fenomenale insomma. Ed è proprio per il fatto che nessuno ama Ringo (eccetto Cher che gli ha anche dedicato una canzone e un paio di altri individui nell’universo), che io amo Ringo.

Posso dirvi che mi sento simile a Brontolo (con la differenza che sono più alta e non ho né i baffi né la barba), ma non mordo. O forse si…ogni tanto. La verità è che sono una rompiballe, perfezionista e un po’ viziata, ma sono tanto buona, leale e onesta. Ed è forse per questo che spesse volte son rimasta fregata dalle persone.

Mi piace che le cose siano perfette, o quantomeno al massimo delle possibilità, e come pretendo molto da me stessa, lo pretendo anche dagli altri. Difficilmente  perdo le staffe. Non mi piace scontrarmi e urlare con le persone, a meno che non sia proprio necessario. Ma anche in quel caso come cantava quel tipo di cui non ricordo il nome, “ci vuole calma e sangue freddo”.

Adoro viaggiare e posso dire di aver girato quasi mezzo mondo. Una tappa che mi manca è il Giappone e sogno Rapa Nui o la Nuova Caledonia per il viaggio di nozze. Il viaggio più bello che ricordo è l’Australia: ho conosciuto gente fantastica, sempre sorridente nonostante le difficoltà, ma se dovessi trasferirmi sceglierei l’Inghilterra. Londra fino a 50 anni, York dai 51 ai 60 e per la pensione un posticino tranquillo su nelle Orcadi. Tutto questo per dire che è proprio durante i viaggi che si incontrano persone e si conoscono le loro abituni, ci si scambiano ricette e consigli. Senza contare che una delle prime cose che faccio quando arrivo in un posto nuovo è fiondarmi in una libreria e cercare libri di ricette locali. Il più “diverso” è proprio quello delle sopracitate Orcadi. Ricordo uno stufato cotto nella birra davvero sensazionale. E lì posso dire, al Pierowall Village sull’isola di Westray, di aver mangiato il migliore fish&chips del mondo. Certo non è vicino da raggiungere ma se vuoi gustarti il vero fish&chips è lì che devi andare al Pierowall hotel (o mamma gli ho fatto un po’ di pubblicità).

Proseguo dicendo che mi piacciono i numeri dispari anche se i fatti più importanti della mia vita sono legati ai numeri pari. Quindi anziché il 5 mi sa che dovrò optare sull’8 che per gli amici giapponesi è hachi (ok poi c’è tutta la storia del cane ma io con quella non ho niente a che fare, è che ho studiato giapponese e ogni tanto mi vanto di saperequalchecosina): il numero dell’equilibrio cosmico.

Che altro dire? Ah si. Una cosa mi fa davvero incazzare. Quelli che scrivono . Sfatiamo un mito. Pò si scrive po’. Faccio lo spelling: P, O, apostrofo (quella cosina piccina piccina che nella tastiera del pc e del MAC sta sotto il punto di domanda). La parolina non si scrive con la O accentata e nemmeno senza. Il motivo è semplice: si tratta di un troncamento della parola poco, di conseguenza si mette l’apostrofo per evidenziare che in quel punto una sillaba (co) è caduta. Ecco finalmente mi sono liberata di un peso. E non mi addentro nei meandri del dì o di’, del perché scritto con l’accento sbagliato o di quelli che scrivono sia questo che quello (gravissimo errore grammaticale cavolo!)…  L’avevo scritto che sono una perfezionista.

Ilblogdelcavolo parla di tutto questo, e forse qualcosa di più. Parla di come vive, lavora, impazzisce, viaggia, fa agility col cane, si rattrista, fa la dieta, va in palestra,  pulisce la casa, cucina e molto altro Tatiana.

Benvenuti!